Sicilia, Etna: cenere vulcanica come risorsa edile sostenibile

Sicilia, Etna: cenere vulcanica come risorsa edile sostenibile
foto di Silvana Marraodi

L’Etna, vulcano attivo Siciliano, il più alto della placca euroasiatica, nelle ultime settimane sta mostrandola sua enorme forza con eruzioni e colate laviche che hanno sorpreso e meravigliato il Mondo intero. Nel 2013 l’UNESCO ha nominato l’Etna Patrimonio Mondiale dell’Umanità. In queste settimane, soprattutto i paesi pedemontani, sono stati invasi dalle ceneri vulcaniche fuoriuscite dall’Etna, le quali “potrebbero essere utilizzate per diverse applicazioni nei settori dell’ingegneria civile e ambientale, come malte, intonaci e pannelli isolanti”, afferma ANSA. Il progetto Recupero e Utilizzo delle Ceneri Vulcaniche Etnee (Reucet), finanziato dal Ministero dell’Ambiente e sviluppato da un team di studiosi dell’Università di Catania, mira all’utilizzo delle ceneri vulcaniche in sostituzione di materiali naturali, al fine di facilitare la transizione verso un’economia circolare. Tale pratica ridurrebbe il consumo di risorse naturali sul Pianeta e permetterebbe di escludere il costo e l’impatto ambientale che ha lo smaltimento delle ceneri come rifiuti, attraverso l’applicazione di un metodo sistematico. “Risultati interessanti sono stati trovati nel confezionamento di malte, intonaci e pannelli isolanti. Inoltre, i prodotti ceramici realizzati presentano complessivamente caratteristiche fisico-meccaniche in linea con quelle mostrate dai prodotti ceramici convenzionali”, al fine di produrre materiali innovativi che permettano il contenimento dell’inquinamento. Migliaia di tonnellate di cenere, si evince dallo studio, potrebbero essere impiegate nel recupero delle aree degradate, nell’edilizia e nelle pavimentazioni stradali limitando i costi di trasporto. Tali scoperte fanno sorgere la necessità di variare la normativa vigente, che classifica le ceneri vulcaniche “come rifiuto da conferire in discarica o negli impianti di recupero di inerti con notevole risparmio”, al fine di permetterne lo sfruttamento come risorsa naturale, riducendo così anche gli enormi costi dovuti allo smaltimento gravanti sulle risorse pubbliche e sulle amministrazioni locali. (cit. ANSA)

SM

redazione youfuture

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